Territorio

Per un piacevole soggiorno vi invitiamo a visitare a Genova l’ Acquario, la casa di Cristoforo Colombo e Via Garibaldi; oppure a Bolzaneto il suo famoso castello o il l Santuario di Ns. Sra. Della Guardia.
Il Castello di Bolzaneto, in origine fortilizio militare, si trova sulla piccola altura di Montebello, a poca distanza dal casello autostradale di Genova Bolzaneto. Più volte distrutto, ricostruito e rimaneggiato, divenne nell’Ottocento un’elegante residenza signorile, ed è attualmente utilizzato come struttura sanitaria.
Oggi, dopo la bonifica delle Bratte, la creazione delle attuali aree urbane e la costruzione di strade e capannoni, è difficile cogliere l’importanza strategica che ebbe in passato quella rocca, costruita su uno sperone roccioso ai piedi della collina di Brasile e affacciata a strapiombo sull’argine sinistro del Polcevera, nel luogo dove alla confluenza del Secca esisteva una vasta zona melmosa chiamata Bratte (fanghiglia in ligure), circostanze che ne facevano una postazione quasi inespugnabile ed in posizione ideale per il controllo del territorio circostante.
La origini di questo fortilizio difensivo, attorno al quale si è sviluppato il borgo di Bolzaneto, potrebbero risalire agli inizi del XIV secolo quando fu costruito, insieme ad altre rocche fortificate oggi scomparse (Pontedecimo e Sant’Olcese) per volontà della famiglia Adorno, che aveva a quel tempo notevoli interessi in Val Polcevera.
Distrutto tra il 1336 e il 1337, negli scontri tra fazioni guelfe e ghibelline, fu ricostruito dalla Repubblica di Genova nel 1380, per iniziativa del doge Nicolò Guarco, come presidio a difesa dalle armate germaniche che scendendo per la Val Polcevera avrebbero potuto minacciare Genova. Con questa ricostruzione assunse la struttura che, sia pure dopo vari rimaneggiamenti, ancora oggi vediamo, a forma quadrata con torrione centrale e quattro torri più piccole agli angoli.
Villa Pastorino (Castello)
Nei primi decenni del Quattrocento ospitò per un breve periodo la sede del Podestà (governatore) della valle di Polcevera. Nel 1435, durante la guerra tra la Repubblica di Genova e il Ducato di Milano, appoggiato dalla fazione ghibellina, cadde nelle mani delle truppe di Filippo Maria Visconti, che si arresero alla fine di quello stesso anno, quando una sollevazione popolare cacciò i Visconti da Genova.
Dopo quelle vicende il fortilizio non si è più trovato al centro di fatti d’armi di un certo rilievo; durante le vicende belliche del 1746-1747 ed ancora nel 1800 fu occupato dalle truppe austriache, ma non si ha notizia del suo coinvolgimento in scontri armati. Rimasto per molto tempo abbandonato a sè stesso, agli inizi del XX secolo, dismesso come presidio militare, fu acquistato dalla famiglia Pastorino e trasformato prima in villa di campagna con parco all’inglese, poi, per volontà di Carlo Pastorino, in ospedale, attivo fino agli anni ottanta del Novecento. Attualmente ospita una residenza per anziani ed un “hospice” per malati terminali, intitolato a Gigi Ghirotti.
Inoltre le spalle di Bolzaneto sono caratterizzati dalla presenza di alcune fortificazioni costruite sui crinali a nord delle Mura Nuove tra il XVIII e il XIX secolo come presidio a difesa della città di Genova.
I due forti costruiti sulle cime del monte detto “Due Fratelli”, erano detti, in riferimento alla loro posizione, “Fratello Maggiore” e “Fratello Minore”. Furono costruiti dal governo sabaudo nella prima metà dell’Ottocento, subito dopo l’annessione della Repubblica Ligure (denominazione napoleonica della ex Repubblica di Genova) al Regno di Sardegna.
Il primo, a forma di semplice torrione, fu demolito negli anni trenta del Novecento per crearvi una postazione antiaerea, il secondo è ancora sostanzialmente integro e domina la vallata dal monte Spino (622 m s.l.m.).
Il “Forte Diamante”, posto sulla vetta del monte omonimo, nel territorio del comune di Sant’Olcese, sorge più arretrato rispetto ai Due Fratelli ma è ben visibile da molte parti del territorio bolzanetese. Tra i forti genovesi è uno dei meglio conservati; fu costruito nel Settecento dalla Repubblica di Genova e poi completato ed ampliato nella prima metà dell’Ottocento dal governo sabaudo.
Questi forti possono essere raggiunti attraverso brevi percorsi escursionistici (circa un’ora di cammino), dalla Val Polcevera, con inizio da Begato o Geminiano, da Trensasco (frazione di Sant’Olcese) oppure da Genova, partendo dal Righi.
Altri luoghi che meritano attenzione sono Villa Serra, il Trenino di Casella Piani di Praglia, Le Terme dell’Acquasanta, un giro gastronomico nei salumifici di Orero e un giro al Santuario del Gazzo.